La mostra propone un'attenta lettura dei momenti evolutivi e degli artisti protagonisti negli Anni Settanta del secolo scorso, presentando una sintesi del panorama attuale della ricerca, spaziando attraverso la pluralità di linguaggi, tecniche, materiali e tematiche, senza obbedire a tendenze o filoni predeterminati, restituendo un quadro omogeneo di quegli anni e degli eventi che hanno segnato il Novecento.
Leggendo i saggi dei curatori si nota come abbiano voluto proporre tematiche e figure d'artista ormai storicizzaticome Piero Marussig, Pompeo Borra, Mario Tozzi, Arturo Tosi, Filippo De Pisis con un'attenzione particolare verso la situazione dei chiaristi lombardi come Umberto Lilloni, Francesco De Rocchi e Adriano Spilimbergo e ai protagonisti di "Corrente" Cassinari, Guttuso, Migneco, Sassu, con il critico Raffaele De Grada.
Significativa la presenza dei due maggiori artisti lecchesi di quegli anni, Ennio Morlotti ed Edoardo Fraquelli che perseguirono strade difficili e complesse per giungere una immersione totale nelpaesaggio e nelle cose.
Una mostra importante anche perché, come scrive Claudio Rizzi nella prefazione "Mentre leggiamo il presente e prepariamo il futuro, mentre vediamo come siamo e immaginiamo come saremo, è opportuno ricordare come eravamo."
Mauro Invernizzi
Assessore alla Cultura del Comune di Lecco
Prefazione:
Massimo Zanello
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della LombardiaFabio Passera
Sindaco di MaccagnoFranca Ferretti e Lucia Ferrari
Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti e Presidente MAMTesti:
Stefano Crespi
"Quella scena degli anni Settanta: tra immagine ed evocazione"Claudio Rizzi
"Come eravamo: gli anni, lo scenario"
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