Antologia critica
Ennio Morlotti
(…)Non nascondo che i quadri di oggi mi hanno sorpreso. Pensavo di rivedere quel suo lato ingenuo, quella sua malinconia. Non ho ritrovato niente. Al loro posto una risolutezza, una tensione straordinaria. Me lo spiego solo con un processo e progresso tecnico e mentale velocissimo. I quadri di oggi sono luminosi e smaglianti. L’immaginazione s’è imbrigliata ma ha guadagnato in armonia e lucentezza.
In questi pochi anni s’è maturata una scelta precisa, una coscienza che gli ha evitato di appartenere ad alcuna gerarchia. Il suo forte amore alla grande madre terra l’ha ripagata con i suoi frutti migliori.
Febbraio 1981
Alberico Sala
E, subito, in uno spazio di misteriose, magiche, naturalissime coniugazioni, s’intuisce una sorta di unicum, fra ulivi e rocce, le scorze degli alberi come pietre, dentro lo stesso tormento (…)
Il sentimento, la “coniugazione naturale”, contagiano, felicemente, la materia che permane amorosa, impasto di linfe, erbe, polveri, succhi, riflessi e riflessioni, olii ed acque, sali; scorre e si blocca, tenera ed aspra, preziosa e mai esornativa.
Gennaio 1984
Ettore Ceriani
(…) la capacità di catturare la luce e di imprimerla negli impasti; la permeabilità alle variazioni d’atmosfera, per quanto minime siano.
Il tutto è quasi centellinato, senza perdere in freschezza e spontaneità, poiché il segno è di quelli incisivi, ai limiti della gestualità (…)
Luglio 1991
Claudio Rizzi
Flora Bravin, la figura minuta, lo sguardo vivace, profondo a conoscere dettaglio e interlocutore, un patrimonio di sincerità e una contaminazione di malinconia, affronta tele di grande dimensione con il coraggio e la forza della classicità. (…)
(…) campeggiano possenti personaggi di forte stesura: personaggio è il paesaggio di campiture e discese, armonie di linguaggio e sentimento, tensioni emotive e ritmo pittorico.
Agosto 2002
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