ANGELO CASATI

Opere

Note biografiche

Antologia critica

 

Emilio Radius

C’è una relazione ben chiara tra i disegni e le sculture di Angelo Casati, la floridezza di queste nasce dalla floridezza di quelli. A volte il modellato sovrabbonda, si fa un po’ pingue; ma più spesso resta morbidamente entro delle linee flessuose. Meglio che eleganti, questi nudi muliebri esposti alla galleria Borgonuovo, sono ottimistici e sinceri. Fanno pensare più al paradiso Terrestre che allo spogliatoio. Qualche tentativo di stilizzazione o di pericolosa idealizzazione riesce superfluo. Il Casati badi piuttosto a frenare senza umiliarla la sua agevolezza d’occhio e di mano.

“Corriere della Sera”, 15 marzo 1942

Mirella Poggialini Tominetti

(…) la volontà di raggiungere un equilibrio fra espressione soggettiva e interpretazione realistica. E’ un equilibrio che non si attua attraverso la rinuncia a personali valori formali in nome di una semantica figurativa dichiaratamente aperta, né attraverso il rifiuto di soluzioni espressive semplificate che assumono a volte un evidente valore polemico, bensì nella saldezza di una concezione in cui il vero è considerato forma di Verità e l’uomo è presente contemporaneamente nella sua dimensione materiale e spirituale. Lo scultore vede nell’uomo, sentito con autentica dignità, soprattutto la creatura divina: in tal modo natura e umanità giungono a identificarsi in una visione sobria, purificata, in cui la materia diviene strumento di comunicazione spirituale. Così nella ritrattistica, di evidente impianto classico nella struttura, in cui è ancor viva l’eredità veristica di certa arte romana, semplificata in una volontà di sintesi che esclude il particolare e l’occasionale per tendere all’essenzialità di una forma autonoma (…)

Non si tratta qui, si è detto, di una narrazione mediata da linguaggio figurativo: ma la visione drammatica si delinea compiutamente pur nell’elaborazione semplificata in chiave astratta, e anzi più fervido e autentico appare lo slancio creativo in cui pensiero ed espressione raggiungono una rara felicità di immediatezza e di comunicabilità. (…)

“Arte Cristiana”, n. 604, settembre 1973

Alberto Longatti

(…) le sculture di Angelo Casati per l’altare della Prepositurale di San Giovanni Battista a Lurago d’Erba, così concretamente, solidamente “comacine” nel lucido richiamo ai maestri lapicidi che sovrastano la nostra storia millenaria nell’ambito della Cristianità, acquistano un valore che va persino oltre il riferimento culturale: un valore di testimonianza, che collega lo ieri all’oggi, ricuce frammenti di fede, esercizi di culto, aspirazione alla trascendenza e considerazione dell’umanità. Con un segno netto, richiamando i simboli cristiani basilari ( l’uva, il vino e il pane, il grano, l’agnello) del Sacrificio e della Pasqua che emergono dalla superficie bronzea resa all’apparenza molle e cedevole come per una naturale lievitazione, l’artista condensa una sensazione che è ben moderna, attualissima, nella sua severa medioevalità: il bisogno di ripristinata purezza che esiste in ciascuno di noi, stanchi di artifici, favole falsamente arcane ed effimere droghe morali che infiammano i sensi e l’intelletto, ritrova, rivaluta l’essenzialità. (…)

“L’Altare Maggiore nella Chiesa Prepositurale di Lurago d’Erba", Nodolibri, 1994

Elena Di Raddo

(…) Con un approccio pieno di umanità e con la certezza che l’arte sacra è la conseguenza necessaria di un pensiero profondo sul mistero divino, l’anziano scultore ritiene che “per affrontare il sacro nella scultura è necessario averlo dentro. La leggibilità attraverso l’opera dipende dall’intensità con la quale lo si affronta”.

Per introdurre degli elementi nuovi che mettessero in evidenza il valore di centro della liturgia nel tessuto architettonico della chiesa parrocchiale, lo scultore ha scelto di mediare il linguaggio dell’arte moderna con l’antico. Richiamandosi ai modi e alla pratica dei maestri comacini e alle forme plastiche del Pisano, ha affrontato il bronzo dell’altare e del più recente ambone con uno spirito di sbozzatore della pietra, scavando solchi nella materia come se cercasse al suo interno le forme della rappresentazione. (…)

“Il caffè dei laghi”, aprile 1996

Salvatore Terraneo

(…) Nell’arte di Casati non sono da cercarsi sdolcinature e blandimenti, ma la viva drammaticità della vita religiosa impegnata intorno ai massimi problemi del dolore e della fede. Per questo sembra rivivere in lui qualche cosa che è dei nostri primitivi, e che è vivo nella tradizione della scultura dell’Italia settentrionale, da Viligelmo all’Antelami, dalle statue e dai rilievi anonimi del Duomo di Como, alle opere più ardite dell’arte sacra contemporanea. (…)

Tratto da volume monografico “Angelo Casati”, SilvanaEditoriale, 2003

Marisa Giacobbi

(…) l’arte di Casati, vero equilibrio tra gusto e misura, eleganza e fascino, è parimenti lontana dalle astrazioni di una ricerca evanescente e puramente stilistica, come dalla denuncia grezzamente politica, mantenendosi nell’ambito di un altissimo magistero compositivo senza essere formalistica, operando una interazione continua con la vita senza divenire mera cronica.

Tratto da volume monografico “Angelo Casati”, SilvanaEditoriale, 2003

Raffaele De Grada

(...) Casati è certamente uno scultore, aduso a tutte le tecniche dello scalpello e del modellato senza prevenzioni di stili, senza scelta ideologica che lo ponga tra i conservatori o i rinnovatori. E come tale affida alla comprensione delle generazioni che si avvicendano il mistero della propria creatività senza la presunzione di essere il genio irripetibile.

(...) La scultura di Casati si sviluppa poi secondo un metodo che è sempre meno occasionale, soltanto affidato alla felicità creativa: una occulta progettazione, di cui è conferma la serie importante dei suoi disegni, e un’esecuzione secondo perfetta regola d’arte, con una giusta misura degli spazi e un rapporto ben preciso con la materia, terracotta o bronzo.

Abbiamo detto della sensibilità di Casati ai problemi civili, religiosi, sempre in conquista di una progettualità mentale per cui la sua opera di Casati è rimasta moderna, oltre il naturalismo. (...)

Tratto da catalogo mostra "Angelo Casati - Sculture -", 2005

Claudio Rizzi

(…) Scultura come autoritratto, brani coerenti di autobiografia. Una traccia di continuità che caratterizza il percorso e ne rivela una convinzione intima, esistenziale prima che estetica, basilare nel formulare linguaggio e costrutto artistico.

Tutto avviene per moto spontaneo. Deriva dall’indole e non da calcolo. Casati non si propone come fulcro delle cose, anzi, per obiettività si astrae quanto più possibile, dando preminenza al senso e al sentimento della scultura e relegando oltre, fuori, la persona.

(…) Il sentimento essenziale in Casati propone l’espressione artistica come moto spontaneo, pulsione o pulsazione dell’animo, immediato all’origine e solo parzialmente edotto da fattori razionali. Parzialmente, perché l’influenza della mente non metta a tacere la voce dello spirito, né l’alchimia del ragionamento limiti la trasparenza di natura.

(...) L’arte sacra di Casati ha ottenuto grande riscontro determinando in buona parte della critica l’individuazione di fede profonda e radicata. Dalle testimonianze scritte la sua figura risulta particolarmente impregnata di religiosità. Induce a tale giudizio la capacità suggestiva nell’allusione figurata. Casati emana serenità narrativa e origina processi evocativi. Emergono sentimenti e mondi oppressi dalla ruota del quotidiano tanto da richiamare un’arcaica interpretazione religiosa di temi sacri. Ma la sacralità di Casati consiste nel sentimento della creatività tradotta in scultura, nel piacere del dare vita a forme e volumi che nel linguaggio poetico si rapportano alla realtà, dunque all’umanità. La sacralità di Casati insiste in ogni opera e non deriva dalla specificità dell’argomento quanto dalla sua intima serenità d’artista. È il suo linguaggio. Prova ulteriore di un dilemma mai risolto che domanda se, in luogo del concetto d’arte sacra, non sia opportuno sostenere la concezione di “sacralità dell’arte”. (...)

Tratto da catalogo mostra "Angelo Casati - Sculture -", 2005

 


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