Giancarlo Ossola "Opere dal 2000 al 2007"

 

Gli anni recenti, quasi pietra miliare a inizio di questo nuovo secolo, sembrano fornire e proporre rinnovata attenzione all’Arte Contemporanea. Si tratta di una sensazione, ma diffusa e condivisa.
Alla storicizzazione, compiuta anche in eccesso a conclusione del XX secolo, si alterna oggi diversa tendenza rivolta al rinnovamento e all’individuazione di nuovi percorsi. Si tratta certamente di fenomeno importante, sia per testimonianza di valori in fieri e in tempo reale, sia per monitorare continuità ed evoluzione dei nostri valori culturali.
In questa prospettiva, anzi consolidata dall’attività di alcuni anni intensi e vivaci, si connota il Civico Museo di Maccagno, teso all’approfondimento e alla divulgazione delle espressioni artistiche di primo piano in Lombardia, documentate mediante mostre tematiche, aperte frequentemente alle nuove generazioni, oppure dedicate a personalità di forte tempra e alto profilo.

Ne è esempio la mostra odierna, intitolata a Giancarlo Ossola, artista milanese di levatura nazionale, di origine e di frequentazioni varesine. Presente nel palcoscenico artistico sin dagli anni Sessanta, esponente di riconosciuto merito nel dibattito che ha animato il periodo successivo alla grande stagione dell’Informale lombardo, Ossola è certamente figura di spicco nel panorama della nostra pittura.
La tensione poetica che caratterizza i suoi dipinti deriva da una interiorità emotiva e intellettuale che non attiene al solo elemento poetico ma testimonia realtà e divenire della società. Le sue fabbriche dismesse, l’era postindustriale, auliche residenze in disuso e in abbandono, sono nitida lettura del cambiamento di un’epoca e formulazione di nuove prospettive.
Il lavoro dell’artista, in Ossola, non si conclude nell’introspezione ma si apre a suggestiva interpretazione del sociale, divenendo documento dei tempi e anticipazione di eventi. Ossola appartiene infatti a quella schiera di artisti che tanto hanno influito nel rinnovamento artistico della seconda metà del ‘900, determinando linea di congiunzione con la grande scuola della pittura lombarda e influendo direttamente sulla maturazione delle più giovani generazioni.

Atelier, 2006, olio su tela

Con piacere partecipiamo alla realizzazione di questa iniziativa, meritevole per il Museo di Maccagno quanto interessante per il pubblico, a sottolineatura ulteriore e costante dell’importanza di attenzione e lettura dedicate alla nostra contemporaneità, alla continuità di fermento e alla vivacità dell’arte in Lombardia.

 

Massimo Zanello
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia

Prefazione:

Fabio Passera
Sindaco di Maccagno

Testi:

Stefano Crespi
"Stanze, il tempo, l’altrove - L’immagine vuole ancora offrire un’avventura allo sguardo."

Claudio Rizzi
"Incombente assenza e suggestione di presenza"


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