Gli anni recenti, quasi pietra miliare a inizio di questo nuovo secolo, sembrano fornire e proporre rinnovata attenzione all’Arte Contemporanea. Si tratta di una sensazione, ma diffusa e condivisa.
Alla storicizzazione, compiuta anche in eccesso a conclusione del XX secolo, si alterna oggi diversa tendenza rivolta al rinnovamento e all’individuazione di nuovi percorsi. Si tratta certamente di fenomeno importante, sia per testimonianza di valori in fieri e in tempo reale, sia per monitorare continuità ed evoluzione dei nostri valori culturali.
In questa prospettiva, anzi consolidata dall’attività di alcuni anni intensi e vivaci, si connota il Civico Museo di Maccagno, teso all’approfondimento e alla divulgazione delle espressioni artistiche di primo piano in Lombardia, documentate mediante mostre tematiche, aperte frequentemente alle nuove generazioni, oppure dedicate a personalità di forte tempra e alto profilo.
Ne è esempio la mostra odierna, intitolata a Giancarlo Ossola, artista milanese di levatura nazionale, di origine e di frequentazioni varesine. Presente nel palcoscenico artistico sin dagli anni Sessanta, esponente di riconosciuto merito nel dibattito che ha animato il periodo successivo alla grande stagione dell’Informale lombardo, Ossola è certamente figura di spicco nel panorama della nostra pittura.
La tensione poetica che caratterizza i suoi dipinti deriva da una interiorità emotiva e intellettuale che non attiene al solo elemento poetico ma testimonia realtà e divenire della società. Le sue fabbriche dismesse, l’era postindustriale, auliche residenze in disuso e in abbandono, sono nitida lettura del cambiamento di un’epoca e formulazione di nuove prospettive.
Il lavoro dell’artista, in Ossola, non si conclude nell’introspezione ma si apre a suggestiva interpretazione del sociale, divenendo documento dei tempi e anticipazione di eventi. Ossola appartiene infatti a quella schiera di artisti che tanto hanno influito nel rinnovamento artistico della seconda metà del ‘900, determinando linea di congiunzione con la grande scuola della pittura lombarda e influendo direttamente sulla maturazione delle più giovani generazioni.
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Atelier, 2006, olio su tela
Con piacere partecipiamo alla realizzazione di questa iniziativa, meritevole per il Museo di Maccagno quanto interessante per il pubblico, a sottolineatura ulteriore e costante dell’importanza di attenzione e lettura dedicate alla nostra contemporaneità, alla continuità di fermento e alla vivacità dell’arte in Lombardia.
Massimo Zanello
Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della LombardiaPrefazione:
Fabio Passera
Sindaco di MaccagnoTesti:
Stefano Crespi
"Stanze, il tempo, l’altrove - L’immagine vuole ancora offrire un’avventura allo sguardo."Claudio Rizzi
"Incombente assenza e suggestione di presenza"
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